
“Tutta l’arte è stata contemporanea”: un concetto espresso nell’opera-aforisma di Maurizio Nannucci, sul quale hanno lavorato in queste settimane i 22 allievi della Horcynus Summer School in conservazione e restauro delle opere d’arte contemporanee, che con grande entusiasmo hanno ritirato gli attestati di partecipazione all’evento formativo di cui oggi è stato tracciato un bilancio nel corso di un incontro con la stampa che si è svolto a Punta Faro. Un momento di riflessione ad ampio raggio su quanto i materiali e le tecniche usate dagli artisti contemporanei, abbiamo creato nuove esigenze di conservazione e restauro, aprendo la strada ad una diversa specializzazione su cui ha puntato la Fondazione Horcynus Orca, creando questo progetto formativo che, viste le potenzialità, diventerà permanente.


“Il cortocircuito dei linguaggi potenzia lo spazio in un dialogo positivo col passato – ha spiegato Anastasio – e non vi poteva essere luogo migliore di questo sito, che fin dall’inizio è stato laboratorio per la creazione di opere Site Specific (realizzate proprio per lo spazio in cui vengono esposte, ndr) da parte di artisti importanti come Emilio Isgrò, o Tsibi Geva, fra i più noti artisti israeliani contemporanei, che ha realizzato l’opera con materiali trovati a Messina”.
“E’ l’inizio di un grande progetto, che racchiude un grande potenziale di sviluppo per il territorio e riporta Messina in una sfera internazionale, al centro del Mediterraneo” – ha infine dichiarato Luciano Pensabene Buemi, messinese d’origine, conservatore presso la Peggy Guggenheim Collection di Venezia e responsabile dei cantieri assistiti in conservazione e restauro della Summer School. Lo abbiamo intervistato a margine dell’incontro.(@Palmira.Mancuso)